“Prima i nostri”: ognuno si prenda le sue responsabilità


Immaginate di avere lanciato un’iniziativa popolare che credete possa risolvere i problemi del Ticino; immaginate di avere investito tempo ed energie per raccogliere più di 10'000 firme; immaginate di avere superato un percorso parlamentare irto di ostacoli, tra ricevibilità e controprogetti; immaginate di avere dovuto condurre una campagna di voto lunga ed estenuante e che alla fine abbiate vinto, che il popolo vi abbia dato ragione. Bene, il primo passo è fatto, adesso bisogna concretizzare la vostra iniziativa, servono modifiche legislative e cambiamenti nella prassi amministrativa. Per voi non dovrebbe essere un problema, avete già dichiarato di avere una legge di attuazione “piuttosto pronta” e ritenete che nello spazio di 6 mesi potranno già esserci i primi risultati. Una legge, per poter essere votata dal Gran Consiglio, ha però bisogno di un esame commissionale. E qui potrebbero cominciare i problemi, perché nelle commissioni i favorevoli all’iniziativa popolare, ad andare bene, sono solo 6 su 17; c’è poco da fidarsi degli altri 11, e se quelli cominciano a mettere i bastoni tra le ruote, a invocare cavilli legali, a ingarbugliare la situazione con richieste di approfondimento? 


Per risolvere il vostro problema ci vorrebbe una commissione in cui abbiate la maggioranza assoluta. Alla prima seduta presentate il vostro progetto di legge, coinvolgete per galateo istituzionale il Consiglio di Stato e le parti sociali, consultate magari qualche esperto, e in qualche settimana potete redigere il vostro rapporto, approvarlo (avete i numeri!) e portarlo in Gran Consiglio. Ci vorrebbe però un Gran Consiglio così “folle” da consegnarvi le chiavi di una commissione siffatta. Ecco, immaginate che il Gran Consiglio abbia preso un colpo di sole e abbia deciso di consegnarvi queste chiavi, cosa rispondereste? L’UDC, dopo aver sbandierato ai quattro venti di essere pronta ad applicare “Prima i nostri!”, ha risposto di NO! Non solo, dopo aver ricevuto la proposta (del PPD) di presiedere una commissione parlamentare con una maggioranza assoluta di membri favorevoli a “Prima i nostrï!”, ha chiesto di affidare il lavoro di concretizzazione dell’iniziativa a un “tavolo tecnico” condotto dal Consiglio di Stato (dove peraltro l’UDC neppure è presente) ed esteso alle parti sociali (sindacati, imprese, ecc.) e agli iniziativisti.


Insomma l’UDC, al posto di fare applicare “Prima i nostri!” dai favorevoli a “Prima i nostri!”, chiede che l’attuazione dell’iniziativa sia affidata a un tavolo di lavoro attorno al quale siederebbero persone che si sono perlopiù schierate contro l’iniziativa. Un atteggiamento strano, anche perché alcune esperienze recenti sembrano dimostrare che affidare ai contrari l’attuazione di un’iniziativa non è un’idea per forza brillante. La concretizzazione del 9 febbraio è stata affidata al Consiglio federale, con gli esiti noti a tutti e particolarmente criticati dall’UDC. L’attuazione dell’iniziativa sui salari minimi settoriali approvata dal popolo nel giugno 2015 è stata affidata a un tavolo tecnico condotto dal Consiglio di Stato e, dopo un anno e mezzo, non mi sembra che si intravedano soluzioni all’orizzonte. 

Atteggiamento stano, dicevo, ma non eccezionale; infatti neppure Lega e Verdi, sostenitori dell’iniziativa “Prima i nostri!”, sembrano particolarmente desiderosi di prendere in mano le redini di una commissione parlamentare di attuazione dell’iniziativa. Misteri della vita. Sia quel che sia, il 7 novembre il Gran Consiglio dovrà decidere se accettare la proposta del PPD di istituire questa commissione. Durante queste settimane tutti i gruppi potranno iniziare a presentare le loro proposte operative - che, stando alle dichiarazioni del presidente dell’UDC, dovrebbero già essere pronte - così che la commissione possa immediatamente iniziare il suo lavoro con già della “carne al fuoco”. 


Il mio auspicio è che il Gran Consiglio accetti la nostra proposta e che UDC, Lega e Verdi colgano l’opportunità di guidare il processo legislativo di attuazione di “Prima i nostri!”; da parte nostra collaboreremo ai lavori con lealtà, nel rispetto della volontà popolare. Affaire à suivre!


Maurizio Agustoni
Deputato in Parlamento


PPD

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