Info point multifunzionale all’aeroporto cantonale di Locarno?


INTERROGAZIONE

Info point multifunzionale all’aeroporto cantonale di Locarno? 

Nella Regione del Locarnese e del Bellinzonese, da più di vent’anni, le varie Autorità e gli enti turistici sono alla ricerca di un centro informativo per l’utenza locale e turistica in una zona strategicamente ben posizionata e nel quale si possa assicurare la necessaria informazione diretta. L’informazione del “sistema turismo” non ha però ancora dato risposta a tutte le esigenze del turista (sia esso straniero o indigeno) quando si trova sul territorio. Quel che si sa è che oggi il vero valore aggiunto nel turismo è la consulenza personalizzata.
E proprio in quest’ottica il fatto che l’aeroporto di Locarno si trova nel centro del piano di Magadino e a ridosso dell’attuale e futura strada di collegamento dell’intero Locarnese con il resto del Cantone e della Confederazione è un aspetto che va sfruttato. Prova ne sia che le varie ubicazioni di centro informativo valutate negli ultimi vent’anni sono sempre state situate in questo comparto.

La nuova situazione data dalla futura costituzione dell’ente gestore del parco del piano di Magadino adottato dal Gran Consiglio il 18 dicembre 2014 aggiunge un contenuto informativo e di promozione che non può, a nostro avviso, restare confinato alla cerchia ristretta dei diretti interessati. Pensiamo infatti anche a chi sfrutterà questo grande spazio aperto (23 km quadrati) per lo svago e lo sport o a chi ne vorrà cogliere il valore naturalistico e turistico. Utenti che potrebbero anche non cogliere questa nuova opportunità proprio per una mancata informazione: un info point all’aeroporto cantonale, facilmente riconoscibile e fruibile da tutti coloro che entrano in città, potrebbe essere la soluzione ideale. 
Si potrebbe tra l’altro ipotizzare -in aggiunta alla consulenza informativa sulle varie peculiarità che offre la nostra Regione - anche una messa a disposizione di biciclette o la vendita di prodotti artigianali particolari del piano di Magadino o altro ancora. 

Nell’impostazione settoriale, forse troppo settoriale, adottata nel progetto del PUC del parco il centro informativo dovrebbe invece essere a Gudo. Questa ubicazione potrebbe soddisfare le necessità operative e gestionali (direzione, magazzini e depositi, centro didattico, ecc.), ma non essendo su nessun asse di mobilità non potrà assolvere al compito di attrarre nuovi utenti che non siano già per loro natura vicini al parco stesso. 
Secondo il rapporto di pianificazione del PUC il centro del Parco si pone l’obiettivo di creare un punto di riferimento per coloro che visiteranno il Parco (scuole, gruppi, singoli visitatori) e di fungere da sede dell’Ente Parco. Il Centro sarà chiamato a svolgere l’importante funzione di mostrare didatticamente la storia e le caratteristiche del Piano di Magadino attraverso una mostra permanente o altri supporti adatti a tale scopo. Altri temi di approfondimento saranno quelli agricoli e territoriali. La storia dell’agricoltura del Piano, la sua evoluzione e la sua situazione attuale saranno presentate ai visitatori in varie forme. In quest’ambito si rende anche possibile il sostegno alla creazione di un punto della rete del “reseau du terroir”: ovvero di una struttura volta a promuovere le eccellenze dei prodotti locali (Maison du terroir).
Un’importante sinergia su questo aspetto è data dalla presenza dell’azienda agricola cantonale del Demanio. Il Centro sarà complementare e in stretto contatto con quello progettato dalla Fondazione Bolle a Magadino, nel quale saranno affrontati i temi di carattere naturalistico.

Si tratta, a non averne dubbio, di una visione in gran parte condivisibile ma nel contempo limitativa perché dedicata solamente ad un pubblico mirato che comunque visiterà il parco anche in assenza, probabilmente, di una moderna struttura di accoglienza o informativa e non al grande pubblico che è composto da sportivi, persone in cerca di attività ricreative e turisti. 
Specie per quest’ultimi l’informazione non può e non deve essere solo di tipo naturalistico e/o scientifica, ma deve essere bene più ampia ed aperta. L’ubicazione Gudo sembra quindi molto limitativa per soddisfare queste esigenze e anche, addirittura, un po’ nascosta. Il parco del piano di Magadino non è una riserva naturale, come lo sono le zone A e B delle Bolle di Magadino, ma un comparto che va, da una parte, prioritariamente liberato dalle occupazioni un po’ troppo invasive (traffico, ecc.) ma, dall’altra, deve essere vissuto nel migliore dei modi da tutti i fruitori.

E questa funzione di attrattore per contro, grazie alla favorevole ubicazione, la potrebbe sviluppare un moderno info point multifunzionale in zona aeroportuale.
Come ben descrive il rapporto di pianificazione del PUC PPdM (“Il PdM è al centro del Cantone, dove funge da cerniera tra Bellinzonese, Locarnese e Sottoceneri nello sviluppo dell’uso del territorio e degli insediamenti. Esso costituisce così, anche per le sue peculiarità, un’area di particolare valenza strategica per la Città-Ticino.”) questo comprensorio è vasto ed importante e, secondo noi, è illusorio pensare che possa essere gestito con un solo punto informativo, per di più mal posizionato.

Noi crediamo che questo aspetto strategico, mai approfondito in fase di elaborazione del PUC nemmeno dal Gran Consiglio, non debba essere lasciato alla costituenda organizzazione gestionale del parco che nei primi anni avrà altre priorità, ma sia compito del Cantone nell’ambito dell’indispensabile accompagnamento iniziale.

Per questi motivi i sottoscritti deputati chiedono al Consiglio di Stato

1. Cosa ne pensa della possibilità di realizzare un info point multifunzionale in zona aeroportuale che permetta di promuovere il turismo, il costituendo parco del piano di Magadino, la vendita di prodotti agricoli e il noleggio di mezzi di trasporto ecologici, visto anche che la scelta di quest’ubicazione potrebbe essere favorita dal fatto che la proprietà è dell’ente pubblico e non è richiesto nessun nuovo acquisto di fondi? 

2. Ritenuto che quasi i tre quarti del comprensorio PUC sono sui territori giurisdizionali del Locarnese (40.7%) e della nuova Bellinzona (30.2%) non è pensabile coinvolgere le rispettive OTR e i Comuni delle due regioni per valutare congiuntamente gli aspetti strategici, specie per quelli che vanno ben oltre il perimetro di protezione come l’informazione? 

Claudio Franscella

Fabio Battaglioni, Mauro Minotti, Nicola Pini, Cleto Ferrari, Paolo Peduzzi, Andrea Giudici, Giorgio Pellanda, Marcello Censi, Giacomo Garzoli, Fabio Bacchetta-Cattori, Milena Garobbio, Germano Mattei, Marco Passalia, Sergio Morisoli, Simone Ghisla, Lelia Guscio, Omar Balli, Fabio Käppeli, Giorgio Galusero.

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