La politica è (anche) concretezza: bilancio di una sessione a Berna

La Danimarca è il nuovo paese più felice al mondo, secondo uno studio internazionale pubblicato l’altro ieri a New York. La Svizzera perde quest’anno il titolo che le aveva soffiato lo scorso anno. La Confederazione si colloca al secondo rango, l’Islanda al terzo. La Top 10 è completata da Norvegia, Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. I 10 paesi più felici sono i medesimi dello scorso anno, salvo qualche avvicendamento al loro interno. L’Austria guadagna un posto, la Germania ben 10 (dal 26 al 16esimo. rango). Da notare invece come gli altri nostri vicini non sono messi molto bene: la Francia retrocede dal 29 al 32, l’Italia rimane al palo (50). Per il resto, non sorprende che 25 dei 30 ultimi posti sono occupati da paesi africani.


Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori dell’Università della Columbia hanno analizzato la speranza di vita, il PIL per abitante, il sostegno sociale, la libertà nelle scelte di vita, la generosità, e la fiducia misurata nella percezione di un’assenza di corruzione politica o negli affari. Insomma non tutti i criteri sono facilmente misurabili. 

Mi soffermo sull’ultimo, riguardante la fiducia nella politica. Personalmente - ad eccezione di quella del campionato di hockey - le graduatorie non mi interessano molto, e da parte mia cerco di dimostrare agli elettori la concretezza e l’efficacia del mio lavoro politico attraverso i risultati ottenuti. Che poi questi contribuiscano ad accrescere il grado di fiducia dei cittadini verso la politica è solo la conseguenza, ma non il fine del mio lavoro.

Durante questa ultima sessione del Consiglio nazionale mi sono impegnato su diversi fronti e ottenuto anche qualche successo importante per il Ticino. Nell’ambito della revisione della Legge federale concernente l’imposizione alla fonte, grazie ad un mio emendamento accolto dal plenum che chiedeva di fissare la percentuale di commissione a favore del datore di lavoro a un massimo del 2% delle imposte trattenute, Cantone e Comuni risparmieranno quasi 1 milione e rispettivamente 800’000 franchi. Altro successo: è stato approvato (con 125 voti contro 66) un mio postulato che incarica il governo di esaminare e calcolare le conseguenze, dirette e indirette, per l’economia svizzera nel caso in cui venissero a cadere gli accordi bilaterali conclusi con l’UE. Nell’ambito della politica dei trasporti, è stato accolto un mio emendamento che ha affossato una mozione del consiglieri agli Stati basilese Janiak (PS) volta ad impedire ai terminali vicini alla frontiera il rimborso della tassa sul traffico pesante. 

Un aspetto appassionante del fare politica è il nostro dovere di verifica critica delle attività del Governo e dell’amministrazione federale. Nelle scorse settimane ho avuto modo di sollevare diverse problematiche nel funzionamento di taluni uffici, che ho puntualmente ripreso in alcuni atti parlamentari. Per esempio, l’infausta decisione da parte delle FFS, su indicazione di uno scarsamente illuminato studio di architettura ticinese, di privilegiare un marmo italiano anziché quello prodotto dalle nostre cave di granito, è stato oggetto di un’interpellanza al Consiglio federale. Altro schiaffo al Ticino è stata la decisione di attribuire a una ditta lucernese l’organizzazione del catering per l’inaugurazione di Alptransit nel prossimo mese di giugno. Al riguardo ho interpellato il Consiglio federale per chiedere di rendere conto del trattamento iniquo riservato al Ticino. Il persistente disservizio nei treni sulla linea ferroviaria del San Gottardo, combinato ai frequenti ritardi, sono stati oggetto di due domande al Consiglio federale, le cui  risposte mi hanno per altro lasciato insoddisfatto. 

Anche i recenti fatti di violenza al centro della Reitschule di Berna che hanno provocato il ferimento di 11 poliziotti hanno portato alla ribalta l’inefficacia dell’attuale dispositivo penale nella tutela delle autorità e delle forze di polizia. Ho di conseguenza interrogato il Consiglio federale per chiedere se intende inasprire le pene minime e massime, e quali altre misure intende adottare a tutela delle forze di polizia e dei funzionari pubblici.
L’azione politica, se portata avanti nell’interesse della collettività, è a mio modo di vedere una delle esperienze umane più appassionanti. Sarò sempre grato a voi per avermi consentito ogni giorno di aggiungere un tassello a questa mia esperienza e per la fiducia che mi accordate ma anche per quella che spero di poter accrescere in voi nei confronti della politica.


Fabio Regazzi
Consigliere nazionale
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