Il voto ha chiuso dei capitoli, ma ne ha anche aperti altri!

L’esito delle votazioni federali di domenica scorsa ha posto finalmente termine a una campagna insolita per l’aggressiva ruvidità dei toni.

L’iniziativa PPD sulla famiglia ha raccolto una confortevole maggioranza di Cantoni (16,5 contro 6,5), ma ha perso sul filo di lana sul piano nazionale (appena 55’000 voti di scarto). È risultato decisivo il chiaro no espresso dalle città di Zurigo, Berna e Losanna, che hanno “scavato” un divario purtroppo incolmabile. L’esiguità dello scarto rende ancora più amara la sconfitta. 

In Ticino l’iniziativa ha invece raccolto un ottimo risultato, con il 55%, soprattutto se si considera che il PPD è stato praticamente solo contro tutti: PLR, PS e Verdi si sono schierati attivamente contro, mentre la Lega ha lasciato libertà di voto. Unica lodevole eccezione l’UDC. Con il senno di poi si sarebbe forse dovuto formulare il testo in modo più neutrale, così da spuntare le armi di chi ha combattuto l’iniziativa con i paraocchi dell’ideologia. La speranza è che l’Assemblea federale, prendendo atto del diffuso sostegno all’iniziativa, ponga finalmente mano all’assurda discriminazione di cui sono tuttora vittima molte migliaia di coppie sposate. 

Le prime reazioni dei contrari non mi sembrano purtroppo incoraggianti. Il risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo ha raccolto una confortevole maggioranza, probabilmente insperata anche per i più entusiastici fautori dell’opera. Il voto contrario del Mendrisiotto (circa 53% di no) è l’espressione di una legittima preoccupazione per le possibili ricadute negative in termini di inquinamento e di mobilità. È quindi fondamentale che la concretizzazione del progetto di risanamento venga perseguita in parallelo con il progressivo trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. È in questo senso sconcertante che, appena 3 giorni dopo il voto, la maggioranza PLR-UDC (con la determinante astensione della Lega) abbia approvato in Consiglio nazionale un postulato che vuole rivedere (al rialzo) il limite legale di TIR nelle Alpi. Il PPD si è opposto e sarà in prima linea per difendere il nostro territorio. L’iniziativa UDC per l’espulsione dei criminali stranieri ha subito un rovescio per certi versi clamoroso; solo 4,5 Cantoni l’hanno accolta e il voto popolare è stato molto chiaro (circa 60% di no). Il tasso di partecipazione relativamente elevato (63,1%) - il più alto dal 1992 (votazione sullo SEE) - indica che una larga fetta di svizzeri ha voluto mobilitarsi per contrastare una proposta severa e problematica sotto diversi punti di vista.

Il Ticino è stato l’unico Cantone in cui la proposta abbia raccolto più del 55% di sì, ciò in parte si spiega con la formidabile potenza di fuoco della Lega, ma la questione ha probabilmente ragioni più complesse, legate anche alla situazione del mercato del lavoro. Credo che, soprattutto per un partito di ispirazione cristiana, sia fondamentale chinarsi sul nostro rapporto con l’”altro”, anche per disinnescare tensioni che, alla lunga, rischiano di degenerare e diventare insanabili. I Tribunali saranno ora chiamati a pronunciare le espulsioni secondo i criteri stabiliti dall’Assemblea federale; solo l’applicazione rigorosa e scrupolosa di questi principi eviterà il ripresentarsi di iniziative eccessive. Insomma, le votazioni domenica hanno chiuso alcuni capitoli, ma ne hanno aperti altri estremamente complessi e delicati. Il PPD, ne sono convinto, eserciterà fino in fondo il proprio ruolo e lavorerà con determinazione per trovare soluzioni giuste che rispondano adeguatamente agli interessi di tutto il Paese.


Maurizio Agustoni
deputato in Gran Consiglio

 

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