Mondo del lavoro, difficoltà e l’importante impegno del PPD

Negli scorsi giorni ho letto con interesse il contributo pubblicato sui media da Stefano Modenini, Direttore di AITI, nel quale criticava la classe politica cantonale. Un intervento duro il suo, in parte condivisibile, ma sostanzialmente contrastante e ingeneroso verso buona parte dei politici che con grande abnegazione si impegnano quotidianamente a favore del nostro tessuto sociale e lavorativo. In questo mio contributo parto dunque da ciò che mi trova d'accordo con il Direttore di AITI. 


Personalmente ritengo preoccupante un certo tipo di approccio nei confronti di aziende e lavoratori occupati in alcune realtà ticinesi. La partenza di un noto gruppo della moda ha scatenato “caroselli” festanti da parte di alcuni cittadini e politici che si sono però dimenticati che dietro ad ogni lavoratore vi è innanzitutto una persona e con essa in molti casi una famiglia. Tralascio volutamente l’importante contributo economico che questa azienda versa a Cantone e Comune, forte anche delle condizioni salari che riconosceva ai propri dipendenti. Sono fortemente convinto che in Ticino si stia perdendo la capacità di riconoscere quali sono quelle aziende virtuose che da anni operano seriamente sul nostro territorio, da quelle che scelgono il nostro Paese speculando su tutto e tutti. 

Ma è proprio partendo da questo punto che mi trovo in disaccordo con Modenini. Nel suo intervento, il direttore di AITI riversa tutta la colpa sulla politica. L’esasperazione del dibattito pubblico ogni qualvolta si affrontano temi inerenti il mondo del lavoro è dettato anche da una minor sensibilità e ad una maggior spregiudicatezza da parte di taluni imprenditori. Sono numerosi gli esempi che negli ultimi mesi sono stati portati all’attenzione dell’opinione pubblica e che la politica ha cavalcato, molto spesso, a fini propagandistici. La verità è che se i rappresentanti del mondo economico non riusciranno a riconoscere in fretta che il nostro mondo del lavoro è un malato che necessità di cure, continueremo ad assistere con maggior insistenza a derive xenofobe nei confronti di lavoratori e aziende provenienti dall’estero, favorendo di conseguenza quei partiti populisti che non perdono l’occasione di soffiare sul fuoco della preoccupazione e dell’intolleranza. 

Se davvero si vuole risolvere la situazione del mercato del lavoro ticinese bisogna prioritariamente intervenire favorendo la crescita di un partenariato sociale serio, composto da imprenditori responsabili e organizzazioni dei lavoratori serie. La politica cantonale, e il nostro Partito in particolare, hanno dimostrato con i fatti di avere a cuore i problemi del lavoro e dell’economia ticinese chiedendo per esempio l'attuazione in tempi rapidi dell'iniziativa votata dal popolo che chiedeva l'introduzione di salari minimi differenziati per categoria e appoggiando la nuova legge sui negozi vincolandola all’entrata in vigore di un contratto collettivo per tutto il settore della vendita. Fare politica non vuol dire difendere solo gli interessi di uno o dell’altro settore ma impegnarsi concretamente dando alle future generazioni un Paese migliore di quello che si è ricevuto da chi ci ha preceduto. Con questo spirito credo di poter affermare che i nostri elettori possono essere fieri dell’importante contributo e impegno che il Gruppo parlamentare PPD di ieri e di oggi sta dando a favore dell’occupazione e dell’economia di questo Cantone!


Giorgio Fonio
www.giorgiofonio.ch

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