Qual è il bene del bambino?


È notizia recente - di qualche giorno fa, per chi legge - l’approvazione, da parte del Consiglio Nazionale, della revisione della legge sul diritto di adozione. Passata con 115 voti favorevoli, 65 contrari e 5 astenuti, la modifica prevede un alleggerimento generale delle condizioni-quadro per poter procedere all’adozione di un bambino. Inoltre, il diritto di adozione è esteso alle coppie omosessuali e alle coppie concubine, c’est-à-dire, a coloro che convivono senza matrimonio o in unione registrata.


Tale revisione, secondo i sostenitori, va pensata nell’ottica di un adeguamento delle possibilità di adozione rispetto a una società che è strutturata in modo radicalmente diverso a quella di pochi decenni fa. In pratica, oggi vi sono molte più famiglie (si parla di 25'000 nuclei circa) in cui i genitori non sono uniti dal matrimonio. La famiglia monoparentale è ormai una realtà e il bambino, si è detto, va tutelato indipendentemente dal modo di vita scelto dai genitori.
Tutto bello, tutto bene? In realtà, la discussione alla camera bassa è stata molto accesa e non sono mancate le opinioni contrarie, specialmente dai gruppi PPD, PBD e UDC.


Yves Nidegger (UDC) ha tuonato a più riprese contro la modifica, che (cito) è solo una serie di misure di contorno (…) con l’obiettivo principale di estendere l’adozione alle coppie omosessuali. A niente sono valse le sue obiezioni, come quelle di altri, riguardanti per esempio il diritto di adozione da parte dei concubini. Anche il nostro Consigliere nazionale Marco Romano, su questa linea, ha commentato: “tutto diventa sempre più relativo e superficiale (oggi bianco, domani nero), tutto è sempre più facile e veloce, tutto è sempre più fondato sull’individualismo in nome di una libertà personale che dimentica di essere parte di una comunità! Non ho nulla contro i conviventi, contro le unioni registrate, contro le famiglie patchwork, sono realtà, ci mancherebbe. Ma in ogni situazione un bambino ha comunque e sempre una madre e un padre! Le problematiche di mantenimento, eredità, sanitarie ecc. vanno risolte giuridicamente, non sdoganando l’adozione per tutti! Il prossimo passo sarà l’adozione generalizzata per le coppie omosessuali, in molti casi la mercificazione della vita per avere un figlio”.


Insomma, sia per i contrari che per i favorevoli, il punto preponderante intorno al quale legiferare sarebbe il bene del bambino in adozione. Ma qual è questo bene? La famiglia è un valore importante, sul quale la nostra società si fonda; e anche se la società evolve, bisogna fare in modo di prevenire tutti i possibili abusi nei confronti del diritto alla famiglia che ogni bambino ha. L’infanzia è un’età troppo delicata per venire strapazzati a destra e a manca per i capricci dei genitori. Solo con il tempo e il senno di poi potremo valutare l’impatto sociale di questo cambiamento, che volenti o nolenti resta comunque un cambiamento piuttosto significativo dal punto di vista della politica delle adozioni e della concezione della famiglia in generale.


La palla passa ora al Consiglio degli Stati, seppur per una modifica minore. La sostanza resta inalterata: Chi vivrà, vedrà. I contrari alla riforma hanno già annunciato il referendum. Molto verosimilmente l’ultima parola spetterà al Popolo, alla comunità.



Domenico Barletta
Segretario cantonale PPD Ticino
 


PPD

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