Dumping, attenti al Grande fratello


L’iniziativa “Basta dumping salariale” appartiene a quelle proposte dal titolo accattivante: chi non vorrebbe estirpare gli imprenditori disonesti oppure il lavoro nero? Al di là del titolo, però, i contenuti di questa iniziativa sono molto insidiosi, sia per il cittadino, sia per le nostre piccole e medie imprese. Essa risulta infatti estremamente dannosa e controproducente per almeno tre motivi.

1) Genera una burocrazia enorme che sarà caricata sulle spalle degli artigiani e delle piccole e medie imprese. Ciò causerà un ulteriore svantaggio delle aziende ticinesi rispetto alle aziende estere e ai padroncini che, ovviamente, non saranno assoggettati a questa misura. In un momento di difficoltà, aggravato dalla forza del franco, occorre dare sostegno alle nostre aziende e non creare loro ulteriori difficoltà, burocrazia e complicazioni.

2) L’iniziativa crea una sorta di Grande fratello, in cui tutti i lavoratori saranno schedati, con tanti saluti per la protezione della sfera privata. L’allestimento della statistica di tutti i contratti di lavoro (circa 200’000!) rappresenta un intervento sproporzionato e dal costo esorbitante causato dalla necessità di predisporre, all’interno dell’amministrazione cantonale, un apparato burocratico enorme, inefficace ed inefficiente. Sarà il preludio ad una statizzazione dell’economia, con 100 nuovi funzionari cantonali, dal costo di 10 milioni di franchi all’anno a carico del contribuente ticinese, per il cui finanziamento sarà inevitabile l’aumento delle imposte.

3) Con l’iniziativa si mira a distruggere il partenariato sociale, delegittimando di fatto il ruolo delle Commissioni paritetiche. In questo delicato momento, il partenariato sociale va invece rilanciato e valorizzato, nell’interesse dei lavoratori e dei molti imprenditori onesti.

Il controprogetto, sostenuto da PLR, Lega dei Ticinesi, PPD, parte del PS, UDC, Verdi liberali e altri partiti, oltre che da tutto il Consiglio di Stato, dalla maggioranza dei sindacati e dalle associazioni economiche, sarà invece molto più efficace nella lotta al dumping salariale, perché rafforza l’attuale sistema di sorveglianza del mercato del lavoro e potrà essere applicato immediatamente, senza creare ulteriore burocrazia. Inoltre, il controprogetto costa molto meno perché evita inutili doppioni e valorizza le risorse già attive sul terreno, senza creare uno Stato di polizia.

Il controprogetto dà quindi risposte immediate, efficaci e concrete. Per tutti questi motivi, invito a votare NO all’iniziativa e a votare un convinto SÌ al controprogetto per combattere veramente il dumping salariale, insieme!


Raffaele De Rosa
Membro Gruppo Operativo


PPD

PPD Ticino, 5 Viale Portone, Bellinzona, TI, 6500, Switzerland