Un sì convinto!


Una sfida quella del Segretariato cantonale che solo qualche anno fa mi sembrava qualcosa distante anni luce dalle mie possibilità. Cresciuto in una famiglia popolare democratica, attivatomi con entusiasmo nel Partito poco dopo la maggiore età, in questi anni ho servito i colori azzurri con entusiasmo e convinzione. Malgrado questo piccolo trascorso, che non lascia comunque dubbi sulla mia idea politica, mai e poi mai avrei pensato di poter un giorno diventare Segretario del PPD. Dal 2014 ero professionalmente occupato in (quasi) tutt’altre faccende. Due incarichi stimolanti e impegnativi che nel frattempo avevo metabolizzato e che, dopo una fase di rodaggio, avevo iniziato a svolgere a pieno regime. Tutto era per così dire “comodo” e sotto controllo. Poi ecco la proposta del PPD che, non lo nascondo, ha occupato a lungo i miei pensieri. La fedeltà al Partito, come descritto sopra, non è e non era in discussione. Quello che semmai frenava la mia risposta positiva era il mettersi in gioco, il lasciare alcune piccole certezze acquisite negli anni per partire un po’ all’avventura. Ho però deciso per il sì, un sì convinto, un sì di passione e di attaccamento al Partito che mi sento onorato di poter aiutare nei prossimi anni.
Nell’immediato non ho intenzione di proporre né teorie dei massimi sistemi né formule magiche in grado di chissà quali miracoli. Non ne sono capace e non è nemmeno quello che il Partito si attende da me. La mia ricetta - anche se di ricetta non si può propriamente parlare poiché ciò implicherebbe la presenza di un malato…il PPD ha avuto un’influenza di stagione ma è ora in grande ripresa - è tanto semplice quanto impegnativa.

Per prima cosa instaurerò un costruttivo rapporto con il consigliere di Stato ed i suoi collaboratori così come con il Gruppo in Gran consiglio ed il suo capogruppo. Impensabile infatti pretendere un’azione di Partito concreta ed incisiva senza un’intensa azione di coordinamento dietro le quinte. Anche la comunicazione è importante. Lavoriamo infatti bene nel Dipartimento ed in Parlamento, cerchiamo soluzioni e compromessi laddove gli estremi tendono ad allontanarsi sempre, ma non siamo purtroppo in grado di comunicarlo alla gente, in linguaggio semplice e non in politichese. Qui c’è un enorme margine di miglioramento ed è proprio su questo punto che, come detto, con il consigliere di Stato ed il capogruppo potremo dare una svolta all’azione politica del nostro Partito.

Un secondo ambito di azione saranno le Sezioni. Nella fase di avvicinamento alle comunali di quest’anno, incontrando le realtà locali, è stato molto spesso lanciato un appello: la vicinanza del Partito! Da anni è questo l’amichevole rimprovero mosso ai vertici cantonali, nessuno si manifestava e tendeva l’orecchio - da buon PPD - per conoscere lo stato dei lavori, stimolare la base, risolvere eventuali problemi e fungere da interlocutore. Serve dunque un cambiamento. L’impegno che mi sento di assumere è quello di una “prossimità” con le Sezioni, di conoscerle e di lavorare a stretto contatto con loro, puntando sulla costanza e la regolarità.

Il terzo aspetto è quello della vicinanza con le persone. Membri di Partito e non. Ho molto a cuore i rapporti umani e l’ascolto dell’altro. Il PPD deve tornare ad essere popolare, a lavorare per la gente ma soprattutto con la gente. Dobbiamo essere disposti ad ascoltare qualsiasi richiesta d’aiuto. Chi ci interpella, e sono in molti, merita il nostro tempo e la nostra attenzione. Glielo dobbiamo, senza se e senza ma. Assieme poi, si troveranno le soluzioni. Non saranno magari soluzioni complete oppure non saranno risposte pienamente soddisfacenti - difficile oggi “esaudire” per intero le richieste dei cittadini - ma nessuno potrà misconoscere l’impegno profuso. Un Partito che dimentica i motivi per i quali i ticinesi non dormono la notte non è un Partito che può ambire a giocare un ruolo di prim’ordine nella politica cantonale. Invertiamo allora la tendenza ed ascoltiamo, seriamente e non soltanto nei mesi di campagna elettorale, chi ci interpella. Questa, fino a qualche tempo fa, è sempre stata la nostra forza. È quindi venuto il momento di riscoprire il nostro passato. Io lo farò ed assicuro che la porta del mio ufficio sarà sempre aperta.


Nicolò Parente
Segretario cantonale


PPD

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