Ripartiamo dalla politica e dal senso civico


Sono sicuro che molti sono d’accordo con me quando affermo che nell’ultimo decennio molte certezze del vivere quotidiano sono venute meno: la famiglia, il posto di lavoro, il senso di sicurezza, il partito politico, eccetera. Qualcun altro potrebbe obiettare che di certezze ce ne sono ancora molte, ma semplicemente cambiano con maggiore celerità ed euforia. Aspetti, questi ultimi, caratteristici di una società che volenti o nolenti cominciamo a conoscere: sempre più veloce e vorace di cambiamenti, sempre più digitale e connessa, ma anche più egoistica e superficiale - aspetto non sempre negativo nel senso di frivolezza. Una società che fa fatica ad indossare una veste un po’ vecchiotta ed ingombrante - anche se a molti sta bene così - tipica di una democrazia referendista sul modello elvetico. Potremo aggiungerci le dinamiche geopolitiche (Brexit, Trump, UE, ecc.), i disastri naturali (Fukushima, terremoti in Italia, ecc.) oppure ancora gli attentati terroristici di stampo religioso, ma forse è meglio fermarsi qua.

In questo contesto per ognuno di noi nella vita quotidiana diventa difficile trovare delle certezze o, ancor più arduo, aggrapparsi ad esse se queste vanno sgretolandosi. Figurarsi quindi per un politico: mettendosi nei panni di chi deve fare delle scelte nell’interesse della collettività, potete immaginare che diventa difficile capire quale direzione prendere. A meno che non vi siano delle linee guida chiare e condivise che mirano ad un obiettivo comune. Ecco perché credo che i partiti politici abbiamo ancora senso e possano essere considerati dei punti di riferimento, quasi come un faro nella nebbia. Ed è proprio dalla politica e dall’impegno civico che bisogna ripartire per costruire certezze.

In realtà sono persuaso che di certezze ce ne sono ancora molte seppur con altre forme. Ad esempio la famiglia continua a rimanere un punto di riferimento fondamentale ma dobbiamo riconoscerne e accettarne i cambiamenti anche nelle scelte politiche. Un altro esempio è il lavoro: un’attività di realizzazione essenziale per ogni individuo a cui dobbiamo garantire la giusta dignità, pur riconoscendo la duplice natura di chi crea lavoro e di chi lo presta. Potremmo parlare di sicurezza, di educazione scolastica, di sostenibilità ambientale e di numerosi altri temi, ma dobbiamo essere consapevoli che per affrontare queste tematiche dobbiamo imparare a leggere la realtà della nostra società ed utilizzare il giusto binocolo per mettere a fuoco un obiettivo che troppo spesso la politica riesce solo ad intravvedere. Così facendo sono convinto che il PPD potrà perseguire la sua azione politica utilizzando strumenti quali la sussidiarietà, l’ispirazione ai valori cristiani, la solidarietà, la libertà individuale ed economica.

Approfitto infine per ringraziare il presidente Fiorenzo Dadò per la fiducia ed il Congresso cantonale per il sostegno unanime accordato alla nuova squadra dell’Ufficio presidenziale. Le aspettative sono tante, la strada è in salita, ma siamo tutti pronti a lottare fino all’ultimo.

Marco Passalia
vicepresidente cantonale

PPD

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