Paolo Beltraminelli: "Scocca l’ora per le famiglie"

La famiglia è tornata al centro della politica ticinese. Il quadro è noto: la denatalità che colpisce tutta la Svizzera, il Ticino in particolare; un sistema fiscale che pone il Cantone Ticino tra i cantoni meno attrattivi; la conciliazione famiglia-lavoro senza punti fissi; sono tutte problematiche che chiedevano una risposta. Lunedì 18 settembre il primo pacchetto della riforma fiscale e sociale cantonale fornisce le prime indicazioni con importanti provvedimenti a favore sia delle persone fisiche, sia delle persone giuridiche, con un occhio di riguardo per tutta una serie di misure sociali. Perché la valorizzazione delle famiglie come leva sociale ed economica può invertire il trend negativo della denatalità. Come? Con una migliore conciliazione lavoro e famiglia, ma anche promuovendo l’occupazione femminile, che costituisce pur sempre una parte della popolazione sempre più formata e qualificata.
Come detto gli interventi proposti costituiscono una prima tappa di un percorso di riforma esteso su più anni. Quattro gli ambiti di intervento. Le famiglie anzitutto. I provvedimenti di politica familiare permetteranno un importante miglioramento del sostegno alle famiglie residenti in Ticino, anche del ceto medio, grazie all’introduzione di un assegno parentale, una tantum di 3’500 franchi per la nascita o l’adozione di un figlio. Ma anche con degli aiuti per le famiglie che fanno capo ai nidi d’infanzia. Le strutture di accoglienza poi. Queste riceveranno nuovi contributi volti a migliorare la qualità del loro servizio. I familiari curanti anche. Vivono le difficoltà di una conciliabilità famiglia-lavoro tutta in salita. Saranno sgravati con nuove forme di aiuti, non da ultimo con una maggiore sensibilità negli orari di lavoro. Le aziende infine, con degli incentivi a favore della conciliabilità famiglia e lavoro, ma anche per la creazione di micro-nidi aziendali.
Con il motto “Sostenere chi sostiene!” tutte le misure approntate dal mio Dipartimento mirano a favorire e sviluppare la solidarietà intergenerazionale, in uno spirito di partenariato molto caro al nostro Partito. Le famiglie, lo Stato e le aziende, cui si chiede un importante contributo anche in termini finanziari, tramite un aumento del prelievo sulla massa salariale, che porterà al raddoppio dell’investimento in politica familiare da 14 a 28 milioni di franchi tra il 2017 e il 2021.
Sin dalla sua creazione il PPD, sia a livello nazionale sia cantonale, si batte a favore di misure di protezione e di aiuto alle famiglie. Negli anni ’80 il PPD era stato il promotore della nascita degli assegni familiari di complemento (iniziative di Carlo Donadini e di Mimi Lepori Bonetti) allo scopo di sostenere le famiglie con un reddito insufficiente. L’obiettivo già allora era quello di rafforzare la libera scelta delle famiglie all’interno del loro progetto educativo. Oggi il Partito ha l’opportunità di riaggiornare la politica familiare con un nuovo tassello a sostegno delle famiglie anche del ceto meglio, sempre nell’intento di promuovere il rispetto della scelta dell’uso del tempo disponibile tra il lavoro professionale e la cura dei figli.
Mi auguro che la discussione che avrà luogo in Parlamento rilevi l’importante contributo che il nostro Partito ha sempre fornito e fornirà a sostegno delle famiglie. Una politica familiare a 360 grandi deve giocoforza contemplare più ambiti e più fasce di reddito, e contare sull’appoggio di tutti gli attori sociali: lo Stato, le aziende e le famiglie.

PPD

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