Rinnovamento, non solo una questione d’età


Le ultime Elezioni cantonali hanno visto il nostro movimento uscire sconfitto dalla tornata elettorale. Da quel momento il nostro Partito ha intrapreso un processo di rinnovamento che ha portato alla nomina di un Gruppo Operativo Provvisorio (GOP). Il GOP, in questo periodo di transizione, ha deciso di non essere un semplice autista, ma ha voluto svolgere anche il ruolo di meccanico aggiustando, ammodernando e rendendo più dinamica la nostra amata vettura: il nostro Partito. 

Un lavoro che è si è considerato necessario per non perdere il treno dei nuovi ritmi politici e comunicativi all’interno del panorama  politico cantonale. Fermarsi a riflettere in attesa di trovare la persona adatta alla conduzione era purtroppo impensabile. I ritmi frenetici non l’avrebbero mai concesso e il nuovo presidente si sarebbe trovato con un Partito non al passo con i tempi.

Il lavoro che il GOP sta intraprendendo va in questa direzione e permetterà alla nuova dirigenza di partire con tutte le caratteristiche necessarie. Sarà poi compito loro e di tutti gli aderenti voler continuare in questa direzione.
Uno dei primi passi che verrà intrapreso nei prossimi mesi è quello del rinnovamento di sezioni e distretti, con la volontà di portare all’interno di questi consessi qualche nuova persona capace di dare nuovi spunti di riflessioni e di slancio. Questo importante processo si concluderà poi a gennaio con la nomina del nuovo presidente e dell’Ufficio Presidenziale.
 
A mio parere, bisogna chiarire, e come co-presidente del movimento giovanile lo faccio con coscienza, che il rinnovamento non è solo una questione di età. Nuove visioni e metodi di conduzione sono alla base del cambiamento che non è detto debbano per forza coincidere con una figura giovane. Basti pensare alla campagna per la Nomination Democratica negli Stati Uniti d’America, dove un arzillo signore di 75 anni, attivo in politica da sempre, è riuscito a portare una ventata di aria fresca che ha sorpreso la dirigenza del partito, ma che ha anche catalizzato l’attenzione dei giovani.
 
Bernie Sanders, le cui idee non rientrano nella mia riflessione, è riuscito a portare alla ribalta la discussione del rinnovamento e del cambiamento delle regole del gioco politiche e partitiche. A noi serve un Bernie Sanders popolare democratico, che con esperienza e una visione rinnovatrice potrà ridare slancio al nostro partito. Se questo rinnovatore ticinese in salsa americana dovesse anche essere giovane non potrò che esserne contento, ma le parole d’ordine devono essere RINNOVAMENTO e CAMBIAMENTO. 

Solo con questo lavoro si potrà tornare ad avere successo nel panorama politico cantonale. Solo rivedendo le nostre dinamiche d’interazione con la società ticinese e con gli altri attori del quadro politico si potrà ambire a un rinnovato ruolo di protagonista per il PPD all’interno del sistema politico ticinese. Ed è solo cambiando i nostri tradizionali metodi comunicativi che riusciremo a fare breccia presso nuove generazioni di elettori (questi sì davvero giovani) che troveranno in noi una forza politica pronta ad ascoltare e capire le loro esigenze.


Umberto Gatti
Membro Gruppo Operativo del PPD


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