Esasperazione del dibattito e mancanza di rispetto

Di questo passo s'instaurerà un pericoloso clima di guerriglia che non risolverà nulla e farà solo del male al Ticino!

Il Partito Popolare Democratico stigmatizza gli ultimi attacchi a Paolo Beltraminelli, che, al pari di altri visti in questi mesi su alcuni organi di stampa, nulla hanno a che vedere con la politica e con il dibattito civile usuali nel nostro Paese. La questione Argo1 è attualmente al vaglio della Commissione parlamentare d’inchiesta e della Magistratura, che sono gli unici due organismi che hanno legittimità e competenza in merito, le quali si esprimeranno quando avranno terminato il loro lavoro. Fino a quel momento la finalità di pressioni, congetture e supposizioni pretestuose è fin troppo evidente: screditare persone e politici in vista delle elezioni 2019. 

Ciononostante si continua ad assistere a un degrado generale del dibattito, a esasperazioni e processi sommari sulla stampa con illazioni nei confronti delle persone. È questa la qualità che vogliamo nei rapporti tra partiti, politici, stampa e Istituzioni? È questo il degrado del dibattito pubblico che vogliamo in Ticino? È giusto dibattere, è giusto affrontare i temi e i problemi, ognuno in piena libertà, con le sue sensibilità, ruoli e competenze, ma alcuni limiti non andrebbero mai oltrepassati. Il Partito Popolare Democratico richiama tutti a una prova di civiltà, invitando partiti, politici e giornalisti ad attenersi alla correttezza e al rispetto delle persone. 

Permessi di lavoro: un nuovo strumento per prevenire gli abusi

Il PPD esprime piena soddisfazione per il voto positivo del Parlamento sull’iniziativa presentata dai deputati del Mendrisiotto Giorgio Fonio, Maurizio Agustoni e Luca Pagani volta a chiedere una verifica sistematica di tutti i nuovi permessi di lavoro. 

L’iniziativa chiede che tramite una modifica del sistema informatico oggi in funzione, al momento della richiesta di un permesso di lavoro si possa verificare immediatamente il rispetto dei parametri previsti per legge in quei settori coperti da CCL e CNL. 

Con la decisione odierna si è finalmente dotato il nostro Cantone di uno strumento di repressione nei confronti di quegli speculatori che considerano il Ticino terra di nessuno. I lavoratori vittime di dumping, i lavoratori residenti esclusi dal mondo del lavoro e tutte quelle – numerose – imprese che pagano responsabilmente salari giusti e equi possono ora contare su uno strumento che darà loro speranza e che nel contempo andrà a favore del mercato del lavoro ticinese.