Svelate le carte!


Giovanni Berardi, Fiorenzo Dadò, Franco Ghezzi, Nadia Ghisolfi e Filippo Lombardi si contenderanno "le chiavi del PPD"

Ha avuto luogo giovedì a Sementina il Comitato cantonale del PPD. Il menù per i delegati del PPD era di quelli ricchissimi, con il piatto succulento dei candidati alla presidenza del Partito. Ma non solo: ci si è chinati sui lavori del DSS, l'imminente votazione federale sull'abbandono dal nucleare e il rinnovo degli statuti. Alla chiamata azzurra hanno risposto più di 150 popolari democratici, curiosi di scoprire i profili che saranno chiamati a guidare il PPD nelle prossime avvincenti sfide politiche.

I lavori sono stati introdotti dal coordinatore ad interim Filippo Lombardi, il quale ha parlato di rinnovamento, spiegando che quanto fatto dal PPD cantonale si inserisce in un discorso più ampio, portato avanti dal neopresidente del Partito svizzero, Gerhard Pfister ("PPD2025"). Il consigliere agli Stati ha poi sottolineato l'importante lavoro svolto dalla "Commissione cerca", che si è trasformata in una "Commissione trova" e spiegato che finché il Comitato - il 20 di dicembre - non designerà un presidente la carica verrà ricoperta da Paolo Beltraminelli, coordinatore super partes e garante delle operazioni. La seconda fase - come chiamata da Lombardi - per il rinnovamento è iniziata e viaggia a pieno regime.

Prima di addentrarsi nel tema principe della serata, la parola è passata al consigliere di Stato Paolo Beltraminelli per un punto sui lavori del Dipartimento della sanità e della socialità. Beltraminelli ha riferito sul risanamento dei conti dello Stato, felicitandosi dell'esercizio svolto dal Parlamento, che ha aumentato la riduzione della spesa (Beltraminelli ha indicato che nonostante la riduzione della spesa il Ticino resta uno dei cantoni più attento ai bisogni sociali della popolazione). Il consigliere di Stato si è pronunciato anche sull'aumento dei premi cassa malati. "Non capisco perché si è arrivati a chiamarli premi". Il direttore del DSS ha indicato che quest'anno non può dare colpe alle assicurazione, visti gli ingenti aumenti del costo della sanità. Beltraminelli ha chiuso con un auspicio: "Spero che quest'anno il ristorno per gli assicurati superi i cento franchi!".

Ed eccoci all'argomento che più di tutti scaldava i cuori dei popolari democratici. Chi sarà il nuovo presidente? Ci saranno, finalmente, i nominativi dei candidati? Era stato detto che entro la fine dell’anno il PPD avrebbe presentato una rosa di persone pronte a ricoprire la carica di presidente del nostro Partito, rimasta vacante dopo le dimissioni di Giovanni Jelmini (a seguito dell’insuccesso alle Cantonali). Detto e fatto. Un esercizio complesso, in quanto si è voluta rivedere tutta la struttura del Partito, dalle sezioni al segretariato, così da poter finalmente rilanciare il Partito tutto, che in questa transizione è stato coordinato da Filippo Lombardi. Ora le persone sono state individuate, e bisognerà passare allo stadio successivo. Durante il Comitato cantonale di ieri, giovedì, il presidente della Commissione cerca Giorgio Fonio ha annunciato cinque profili. In rigoroso ordine alfabetico: Giovanni Berardi, Fiorenzo Dadò, Franco Ghezzi, Nadia Ghisolfi e Filippo Lombardi. Nomi importanti, per un ruolo di prim’ordine nel panorama politico ticinese. Ognuno di loro potrebbe guidare il PPD con maestria.
Per la nomina vera e propria bisognerà pazientare ancora qualche settimana, il termine da non oltrepassare indicato dal Gruppo Operativo è il gennaio dell’anno venturo. L'attesa, durata 555 giorni, è dunque finita!

Al termine si è parlato anche di politica federale, con la votazione in programma il prossimo 27 di novembre sull'abbandono del nucleare. Il tema è stato spiegato dal senatore Filippo Lombardi, che ha indicato come la Svizzera sia all'avanguardia sul tema ("non possiamo guardare a Hiroshima o Cernobyl, la Svizzera in questo campo è sicura!"), che già si sta pian piano sfruttando altre energie, ma che un abbandono così rapido, come voluto dagli iniziativisti, avrebbe delle conseguenze gravi per tutta l'economia della Svizzera. Il rappresentante del Ticino nella Camera alta ha poi detto che una bocciatura dell'iniziativa non rappresenterebbe una difesa dell’energia nucleare anzi, andrebbe letta come la volontà di un abbandono veramente programmato di questo tipo di energia. Il Comitato cantonale ha sposato la tesi sostenuta da Lombardi a larga maggioranza (7 favorevoli e 4 astenuti).

A ora tarda è stato il turno del granconsigliere Maurizio Agustoni prendere la parola sull'importante tematica del rinnovo degli statuti del PPD. Ad Agustoni è stato affidato l'incarico di snellire l'insieme di norme che regolano il Partito. Ne è nata una consultazione e il deputato ha elencato le criticità e le osservazioni sollevate dalla base del Partito. Il nuovo statuto dovrà essere ratificato in occasione del Congresso, che avrà luogo a gennaio dell'anno prossimo.


Gianluca Pusterla
Redattore Popolo e Libertà


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