Immigrazione di massa: la decisione della Commissione non soddisfa


Il PPD non si ritiene soddisfatto della decisione della Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S) e propone una soluzione efficace nel rispetto della volontà popolare.

Il Parlamento deve mettere in atto l’articolo costituzionale sull’immigrazione di massa accettato in votazione popolare. La soluzione d’applicazione deve essere sopportabile per l’economia e tenere conto delle varie realtà, diverse da Cantone a Cantone. A differenza della maggioranza della CIP-S, il PPD è convinto che questi obiettivi possano essere raggiunti seguendo il concetto di messa in atto.

Il PPD si è impegnato in seno alla CIP-S affinché la messa in atto dell’articolo 121a della Costituzione federale non rappresenti una soluzione burocratica ma sia più vicina al testo costituzionale. Una stretta maggioranza della Commissione ha però deciso altrimenti. Siamo comunque dell’avviso che il concetto espresso dal PPD debba essere perseguito.

In concreto, l’applicazione può risolversi in tre punti chiave:

1) Istituire delle misure correttive, se quelle che mirano a un miglior utilizzo del potenziale di manodopera indigena non produrranno gli effetti sperati. A differenza di ciò che ha deciso il Consiglio nazionale, siamo contrari a concedere il diritto di veto all’Unione Europea. Se un accordo non potrà essere trovato, il Consiglio Federale dovrà riferirlo al Parlamento, che valuterà ulteriori soluzioni.

2) Far sì che ogni Cantone confrontato con problemi d’immigrazione possa chiedere al Consiglio federale d’introdurre l’obbligo di annunciare i posti vacanti, qualora una certa soglia definita venga superata.

3) In caso di superamento dei valori soglia, si dovrà introdurre una preferenza indigena, tale per cui l’autorizzazione d’impiego della manodopera straniera non sia rilasciata se non dimostrando che questo annuncio sia stato fatto. Le eccezioni sono rappresentate dalle imprese che prevedono di occupare i loro posti vacanti con lavoratori già residenti in Svizzera, nonché dai rinnovi delle autorizzazioni di soggiorno di corta durata per i lavoratori regolari. Vogliamo una messa in atto non burocratica, in particolare per le piccole e medie imprese.

In conclusione, non vogliamo né delle soluzioni che generano una burocrazia inutile e quindi nocive per l’economia, né delle pseudo-soluzioni senza effetto alcuno, che ignorerebbero la decisione presa dal popolo. Il PPD è convinto che una messa in atto in questi termini sia possibile grazie alle misure esposte e quindi le sottoporrà al Consiglio degli Stati.


Nicolò Parente
Segretario cantonale

PPD

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