Il Consiglio degli Stati impone all’economia svizzera un mostro burocratico; da Berna nessun aiuto per il Canton Ticino!

Gli Stati hanno deciso oggi di far pesare sull’economia una complessa macchina burocratica senza applicare la volontà popolare e senza tenere conto del federalismo. Il progetto del PPD sull’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa proponeva invece una soluzione sostenibile per l’economia, in grado di soddisfare le disposizioni costituzionali e attenta alle diverse realtà cantonali. Ad avere la meglio è però stato il progetto del PLR che, come detto, va a creare un mostro burocratico inefficace dal punto di vista dell’immigrazione e ostile all’economia.

Il sostegno della sinistra ad una simile soluzione è comprensibile. Meno comprensibile invece che tale proposta sia potuta giungere dalle fila del PLR, partito autoproclamatosi difensore dell’economia. Il PPD Ticino deplora in particolare che gli emendamenti ticinesi, suggeriti dal Consiglio di Stato e presentati da Filippo Lombardi, non abbiano ottenuto né l'appoggio degli esponenti socialisti – che hanno addirittura dichiarato come non fosse questa la sede per combattere il dumping salariale – né quello dei Verdi per i quali i frontalieri sono una benedizione per l'economia ginevrina, quindi non vanno limitati, e neppure quello dell'UDC, per nulla interessata ad una soluzione federalista che avrebbe permesso al Ticino di combattere le distorsioni almeno sul proprio territorio. Gli emendamenti ticinesi sono così stati sostenuti unicamente dai senatori PPD e dall'altro ticinese, Fabio Abate.

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