Riorganizzazione dei Comuni: sì ma attenzione!

Il Partito Popolare Democratico ha risposto alla seconda fase della consultazione riguardante il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) evidenziando alcuni elementi degni di nota.

Il PPD ricorda che il Comune è l’ente di diritto pubblico nel quale il rapporto tra cittadini e Stato è più stretto e spontaneo ed è quindi il luogo democratico per eccellenza. Ne consegue che il Comune deve poter esistere, essere autonomo, vedere rispettate le scelte della sua popolazione e operare con spirito costruttivo.

Il Programma del PPD per la legislatura 2015-2019 poneva già tra gli obiettivi il rafforzamento dei Comuni evitando un supplemento di oneri dal Cantone – senza che a ciò fosse corrisposto un eguale aumento di competenze – l’incentivazione alla collaborazione operativa dei Comuni e il rafforzamento della Piattaforma Cantone- Comuni. Il PPD si è sempre opposto a qualsiasi aggregazione imposta, su vasta scala, contro la volontà delle comunità coinvolte.

Essendo il PPD a difesa dell’autonomia comunale, si condivide la proposta di non sottoporre a votazione cantonale il PCA nel suo complesso, dato che l’intera popolazione si esprimerebbe su degli scenari aggregativi senza avere preventivamente consultato le comunità locali direttamente coinvolte.

Il PPD ritiene inoltre che in presenza di istanze di aggregazione “spontanee”, in arrivo dal basso, anche se non in linea con quanto previsto dal PCA le autorità cantonali debbano dar prova di apertura e non debbano opporsi a priori, solo perché non verrebbe ricalcato il PCA.

Il PPD esprime inoltre una totale contrarietà all’utilizzo sistematico della politica perequativa per costringere i Comuni a realizzare gli scenari aggregativi previsti dal 

PCA. La Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr) prevede infatti che la politica perequativa sia utilizzata come incentivo positivo, non come strumento di pressione negativo. In presenza invece di Comuni con un’oggettiva incapacità ad assolvere i compiti pubblici potrebbero venir adottate – ma solo con prudenza – le misure previste dalla legge sulla perequazione.

In conclusione il PPD condivide l’adozione di due crediti quadro – con la riserva di potersi esprimere in seguito sull’entità di tali crediti – e sottolinea come sia opportuno che la concretizzazione del PCA, sempre da attuare nel rispetto della volontà espressa dalle comunità locali, avvenga contestualmente a una riflessione sui compiti del Cantone e del Comune (Ticino2020). 

PPD

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