Per un’imposta di circolazione equa: non siamo un bancomat!


L’aumento delle imposte di circolazione per il 2017 ha suscitato un comprensibile disappunto. Per numerosi cittadini automobilisti la cifra dovuta al Cantone è addirittura raddoppiata. L’aumento dell’imposta di circolazione ha riguardato circa 135'000 veicoli, ovvero il 60% delle
automobili immatricolate dopo il primo gennaio 2009. La decisione di aumentare la tassa è stata dettata dal crescente successo delle automobili ecologiche, che beneficiano (o meglio, beneficiavano) di un bonus sulla tassa standard. Considerato il proliferare di auto ecologiche, il rispetto del principio della neutralità finanziaria può portare - come quest’anno - a delle distorsioni: per raggiungere l’obiettivo di incasso fissato, si penalizzano soprattutto i proprietari di auto ecologiche (praticamente tutte quelle in circolazione dal 2009), ai quali viene ridotto, o addirittura soppresso, il bonus.

Il metodo di calcolo attuale è obsoleto, di difficile comprensione e dà troppo margine di manovra al Consiglio di Stato. Infatti, quest’ultimo aumento voluto dal Governo è un vero e proprio salasso, che tocca direttamente le tasche degli automobilisti.

Inoltre, aspetto che il PPD non può non considerare, tocca in prima persona le famiglie. Quest’ultime, per ovvi motivi, nella maggior parte dei casi acquistano automobili grandi e si sono viste aumentare la tassa in maniera marcata.
I cittadini non sono un bancomat da cui continuare a prelevare denari a proprio piacimento. Il sistema degli ecoincentivi va rivisto e corretto al più presto.

Per questi motivi il PPD ha deciso di scendere in campo, presentando un’iniziativa popolare che verrà lanciata formalmente il prossimo 2 maggio. Siamo sicuri che i 135’000 cittadini toccati dagli aumenti improvvisi della tassa di circolazione, ma anche tutti gli altri automobilisti, desiderano un sistema più stabile ed equo.


Il PPD, con la sua iniziativa popolare generica intende garantire un’imposta di circolazione più giusta che si fondi su quattro pilastri:

1. Restituiamo agli automobilisti i soldi prelevati in più con il calcolo attuale.

2. Per un’imposta di circolazione semplice e giusta bisogna adottare il principio secondo cui “chi più inquina, più paga” (e per fare questo il CO2 è l’unico criterio di valutazione).

3. Un incasso totale di 110 milioni basta! L’imposta serva davvero alla circolazione: creiamo il “conto mobilità”.

4. Sulla tassa di circolazione ridiamo la competenza al Gran Consiglio.

Per concludere il PPD auspica che i cittadini automobilisti, le associazioni di categoria (TCS, ACS, ecc.) ma anche gli altri partiti possano unirsi a questo importante esercizio democratico che va soprattutto a beneficio delle famiglie e del ceto medio.


Marco Passalia
Vicepresidente


PPD

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