Riforma "La scuola che verrà": la presa di posizione che il PPD ha inviato al DECS

Fatte queste premesse il Partito Popolare Democratico chiede al DECS:

a)    Di produrre un documento di sintesi con le principali osservazioni scaturite durante la fase di consultazione, con particolare attenzione a quelle giunte dalle associazioni magistrali e sindacali così come dai Plenum docenti, affinché i principali attori della riforma siano coinvolti seriamente in questa fase del progetto e valorizzati nel loro impegno propositivo di analisi e di rilancio sui contenuti.

b)    Di confrontare punto dopo punto il progetto iniziale con le osservazioni emerse nella fase di consultazione affinché le criticità della “Scuola che verrà” siano corrette prima della preparazione del messaggio al Gran Consiglio;

c)    Di rafforzare il ciclo d’orientamento alle Scuole medie (classi III-IV medie) con percorsi differenziati che garantendo la formazione di base a tutti gli allievi non eliminino le specificità del singolo. In particolare l’abolizione dei corsi attitudinali e di base non può avvenire senza un nuovo modello che possa veramente valorizzare il percorso di crescita personale, scolastica e pre-professionale dell’allievo;

d)    Di mantenere un giusto equilibrio tra ore/lezione e attività extrascolatiche affinché i docenti possano raggiungere gli obiettivi contenuti nei Piani di studio. In particolare è da rivedere il numero e l’entità delle settimane progetto previste nella riforma;

e)    Di attendere il messaggio definitivo approvato dal Gran Consiglio prima di avviare la fase di ricerca e selezione delle sedi pilota onde evitare che Istituti, docenti, allievi e genitori si trovino confrontati con progetti di riforma non definitivi e troppo aperti a ulteriori modifiche; 

PPD

PPD Ticino, 5 Viale Portone, Bellinzona, TI, 6500, Switzerland