Tutelare i funzionari pubblici dev'essere un dovere!

Negli scorsi giorni si è venuti a conoscenza di un grave caso di violenza nei confronti di funzionari dell’Ufficio esecuzione e fallimenti. Non si tratta purtroppo di un episodio isolato – che tocca poi anche i famigliari delle vittime anche loro oggetti di violenza fisica e verbale – bensì di una preoccupante tendenza in atto da ormai qualche anno. I deputati PPD Lorenzo Jelmini e Giorgio Fonio hanno così interrogato il Consiglio di Stato al fine di conoscere le procedure adottate dall’Amministrazione cantonale in casi di violenza/minacce verso i suoi funzionari, come lo Stato interviene per tutelare i famigliari delle vittime, se è prevista un’adeguata assistenza legale per i collaboratori confrontati con queste situazioni ed infine per sapere se è stato costituito il Servizio Gestione Cantonale Persone Minacciose e Pericolose (GCPMP) in seno alla Polizia cantonale.

La questione, come detto, non è nuova al punto che nel 2010 la Federazione Svizzera dei funzionari di polizia (FSFP) ha lanciato una petizione, poi adottata dal Consiglio nazionale, con l’obiettivo di tutelare maggiormente i funzionari. Anche dal Ticino è partita un’iniziativa simile: l’organizzazione Amici delle Forze di Polizia Svizzere (AFPS) si è fatta promotrice di una petizione online che ha finora raccolto oltre 12'500 firme. Marco Romano è infine stato autore di un’iniziativa parlamentare depositata in Consiglio nazionale nel dicembre 2016, con la quale chiede essenzialmente di modificare ed inasprire l’articolo 285 (Violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari) del Codice penale. Le richieste vanno dall’introduzione di una pena detentiva non inferiore a tre giorni per gli autori di violenze, il passaggio da 30 a 90 aliquote giornaliere in caso di reato commesso da un assembramento di persone unitamente – anche per questa fattispecie – alla pena detentiva non inferiore a tre giorni e, in caso di recidiva qualificata e specifica, una pena che ammonta fino al doppio della pena massima prevista.

Il PPD preoccupato per gli eventi di questi ultimi anni e già all’opera nelle sedi competenti per apportare i correttivi necessari, invita la popolazione a sottoscrivere la 

petizione online dell’AFPS così da dare un segnale il più forte possibile: http://www.art- 285.ch/petizione.

Forze dell’ordine e funzionari non vanno lasciati soli, bensì tutelati e ringraziati per il non sempre facile compito che si trovano a dover svolgere. 

PPD

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