In passato abbiamo rinunciato, ora abbiamo capito

Al Congresso di Ginevra si è tornati a parlare di programmi e di idee. Questo senza essere nell’imminenza di un appuntamento elettorale. Non capitava da un po’ ed è stato bello, perché se ne sentiva proprio la mancanza. Nel corso di un anno il Partito svizzero ha lavorato sulle suggestioni recentemente raccolte tra la base e ne ha fatto un libricino, tanto leggero quanto corposo nei concetti espressi. Si parla di libertà e solidarietà, di prosperità e giustizia, sovranità e apertura, dignità umana e progresso. Non è il solito “un colpo al cerchio ed uno alla botte” oppure il festival degli opposti. È la volontà di riposizionarsi al centro del dibattito politico, federale e cantonale, presentando una ritrovata linea e dei principi sui quali basare sin da subito l’attività politica. Il PPD, inteso come sezioni cantonali che di riflesso poi definiscono la forza del Partito svizzero, ha personalità molto apprezzate dalla popolazione – in grado di vincere regolarmente quando si tratta di elezioni maggioritarie – ma fa purtroppo fatica ad essere attrattivo come Partito in occasione di elezioni proporzionali, ovvero quando, oltre alle persone, conta soprattutto il Partito. È proprio qui che dobbiamo migliorare, profilando maggiormente il PPD e presentando un progetto forte per l’intero paese. Come qualcuno affermava a Ginevra “Il faut refaire de l’idéologie”. Vero! È dunque essenziale tornare a parlare di temi. Questo implica un grande lavoro di approfondimento a cui il Partito non può rinunciare. Passi la politica dell’oggi e dell’immediato, delle interrogazioni ad effetto e dei sempre meno sopportabili litigi - ma talvolta necessari - via (social) media; a servire è però soprattutto una politica del domani. Di lungimiranza ce ne vorrebbe in dosi abbondanti ma è purtroppo, ovunque, merce rara. A ciò si può comunque ovviare con molto lavoro, metodo e costanza. Prendiamo allora coraggio e parliamo di famiglia, di come coniugare economia, guadagno, fare impresa e etica, di come sta cambiando il mondo del lavoro, di socialità e di costi della salute. Abbiamo la grande occasione di profilarci e di occupare uno spazio rimasto ignorato, fatto di valori sociali e conservatori. Essere social-conservatori non significa però optare, come ammoniva qualcuno, per la politica dello specchietto retrovisore. La strada e il futuro li abbiamo davanti; camminare con lo sguardo girato all’indietro è pericoloso oltre che sintomo di paura e di nostalgia per un passato che non c’è più. Del futuro e delle inquietudini della gente non bisogna invece avere paura ma, forti di quello che siamo e della nostra storia, dobbiamo ascoltare, dare risposte e proporre soluzioni concrete. Questa è la strategia #PPD2025, impegniamoci per la sua riuscita!

 

Nicolò Parente, segretario cantonale

PPD

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