Nomina del nuovo Procuratore generale: una pesante sconfitta per la serietà!

L’elezione del nuovo Procuratore generale ha segnato un capitolo poco edificante nei rapporti tra politica e giustizia. 

I gruppi presenti in Gran Consiglio, a più riprese, hanno dichiarato di voler privilegiare il merito e la competenza sulle casacche politico-partitico. 

La Commissione di esperti indipendenti – l’unico organo previsto dalla Costituzione per preavvisare le nomine di magistrati – ha indicato quale unico candidato particolarmente idoneo il procuratore generale aggiunto Antonio Perugini. 

Vi erano quindi tutte le premesse per procedere a una nomina condivisa, che desse al neoeletto la legittimazione necessaria per intraprendere le importanti riforme di cui ha bisogno il Ministero pubblico. 

Purtroppo, le buone intenzioni sono state sacrificate sull’altare laico della ragion di partito e quindi risultato eletto il candidato sostenuto dal gruppo parlamentare più numeroso. 

Il Procuratore generale designato Andrea Pagani, per svolgere efficacemente il suo compito, avrà bisogno della fiducia delle Istituzioni, non si tratta quindi di metterne in dubbio le capacità e le competenze. 

Ciò non toglie che sia preoccupante che la massima autorità inquirente del nostro Cantone sia eletta con i voti di appena un terzo dei deputati e contro le indicazioni della Commissione di esperti indipendenti nonché dell’assessment. 

Il PPD richiama tutti i gruppi parlamentari a essere coerenti con i proclami di anteporre la competenza alle etichette di partito. 

PPD

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