Assicurare un salario dignitoso in Ticino

Nel corso dell’ultima riunione il Gruppo PPD+Generazione Giovani ha affrontato il tema del salario minimo prendendo atto con interesse delle proposte al vaglio della Sottocommissione Lavoro della Gestione di aumentare la forchetta prevista nel Messaggio. Proposte accompagnate da ulteriori misure, quali il rafforzamento dell’Ufficio cantonale di conciliazione (UCC), l’allungamento del periodo di transizione per le aziende, l’esame dell’impatto dopo quattro anni dall’entrata in vigore ed altro ancora.

Partendo da queste proposte, migliorative rispetto a quanto indicato dal Governo, il Gruppo PPD+GG ricorda che in Svizzera il costo della vita è nettamente più alto rispetto ai paesi confinanti ed in particolare rispetto all’Italia. Si pensi ad esempio agli oneri sempre più importanti legati al costo della cassa malati, che in media ammontano al 12% dello stipendio minimo.

Pertanto il Gruppo PPD+GG ritiene assolutamente necessario proporre ulteriori accorgimenti, affinché l’applicazione della decisione popolare sul salario minimo risulti equa per rapporto al potere d’acquisto dei beneficiari.

D’altra parte una soluzione sul salario minimo deve considerare la situazione imprenditoriale ticinese e le difficoltà che riscontrano alcune aziende confrontate alla concorrenza internazionale. In questo senso un aumento generico degli stipendi metterebbe in difficoltà alcune imprese del nostro Cantone, con il rischio di perdere preziosi posti di lavoro.

Sulla base di queste considerazioni il Gruppo PPD+GG invita la Sottocommissione Lavoro a proporre un meccanismo perequativo sui salari dei lavoratori residenti e non residenti (perequazione di residenza) in modo tale che tutti gli stipendi orari netti dei residenti interessati dal salario minimo siano superiori rispetto a quelli dei non residenti, mantenendo un salario minimo lordo identico per tutti (residenti e non residenti).

In questo modo si evita che lo stipendio di un lavoratore residente risulti più oneroso rispetto a quello del non residente. Tale meccanismo dovrà essere attuato sfruttando risorse, canali e piattaforme già esistenti oppure creando un fondo apposito.

Inoltre, rispetto ad altre proposte sul tavolo che chiedono l’aumento delle soglie minime lorde, questa soluzione permetterebbe di aumentare maggiormente i salari minimi a beneficio dei residenti mantenendo inalterata la massa salariale a carico dei datori di lavoro.

Con questa proposta si concretizza in modo più mirato l'articolo costituzionale voluto dal popolo ticinese che recita "ogni persona ha diritto ad un salario minimo che gli assicuri un tenore di vita dignitoso" (art. 13 cpv 3 Cost).

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