I ticinesi alle urne sulla sanità: serve un voto di testa e non di pancia


In questo numero, viste le imminenti votazioni, l’abituale rubrica “A tu per tu con il Consigliere di Stato” cambia forma e abbiamo incalzato Paolo Beltraminelli sugli oggetti in votazione che toccano la sanità ticinese. Lui ha risposto alle nostre domande e ci dà dieci motivi per votare “sì” alla Legge sull’Ente ospedaliero (LEOC) e “no” all’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali”. Avete altre domande? Non esitate a contattarlo direttamente al seguente indirizzo mail: consigliere@popolo-liberta.ch.


1. Quali sono i benefici di un partenariato pubblico-privato previsto dalla LEOC?
I benefici delle collaborazioni tra sanità pubblica e privata sono già oggi indiscussi. Queste collaborazioni consentono alla popolazione di approfittare dell’unione di forze e delle relazioni fra EOC e operatori come il Cardiocentro Ticino – per la cardiologia e la cardiochirurgia – o la Clinica Hildebrand di Brissago, per la riabilitazione neurologica. La riforma approvata dal Gran Consiglio conferirà il margine di manovra necessario per continuare a garantire alla popolazione ticinese cure di qualità, permettendo ai suoi istituti di restare competitivi in Ticino e nei confronti delle strutture nel resto della Svizzera. 


2. In che misura la qualità ne verrebbe rafforzata?
Grazie alle collaborazioni verrebbe migliorata la qualità delle cure attraverso un’estensione delle buone pratiche e dei modelli organizzativi dell’EOC al privato con la garanzia inoltre di approvazione dei singoli progetti da parte del Gran Consiglio. Anche la facoltà riconosciuta all’EOC di gestione completa del percorso di cura del paziente non solo nella fase acuta ma anche in quella subacuta è una nuova garanzia per rafforzare la qualità.


3. In caso di adozione della LEOC cosa cambia per l’Ente?
Le collaborazioni avvengono già oggi con il settore privato, sono apprezzate dalla popolazione e hanno dimostrato tutta la loro validità. Con la revisione della legge queste collaborazioni potranno essere sviluppate e consolidate. Per l’EOC è di fondamentale importanza la collaborazione con il settore privato in vista dell’avvio della Master School in medicina umana con l’Università della Svizzera italiana previsto per il 2020. 


4. In caso di rifiuto della LEOC cosa capiterà alle attuali collaborazioni?
In caso di No alla LEOC le numerose collaborazioni già esistenti tra EOC e talune strutture private non solo non potranno essere sviluppate ulteriormente, ma nemmeno potranno proseguire nelle forme attuali. La LEOC darebbe un esplicito riferimento legislativo a questi accordi. Quindi in caso di rifiuto popolare le collaborazioni tra EOC con terzi potrebbero essere reimpostate in senso più restrittivo. 


5. La LEOC compromette il carattere pubblico dell’Ente ospedaliero?
La nuova Legge non compromette in alcun modo il carattere pubblico dell’Ente ospedaliero cantonale; il controllo democratico dello Stato sulle collaborazioni con il settore privato sarà infatti garantito dal Gran Consiglio, al quale spetterà il consenso finale su ogni progetto di partenariato pubblico-privato avviato in questo ambito. 


6. L’adozione della LEOC corrisponde a una privatizzazione dell’EOC?
Non c’è nessuna intenzione di privatizzare l’EOC. La modifica della legge non comporterà in alcun modo una privatizzazione dell’Ente che rimarrà un’azienda autonoma dello Stato. 


7. Quali vantaggi per gli ospedali di valle?
L’iniziativa “giù le mani dagli ospedali” rivendica in realtà solo il mantenimento in termini generali di alcuni reparti ospedalieri e di servizi ambulatoriali negli ospedali di Faido e Acquarossa, mentre la recente pianificazione ospedaliera approvata dal Gran Consiglio assicura servizi specialistici in tutti gli ospedali regionali e reparti di degenza anche negli ospedali di valle. Anziché difendere i servizi attuali, l’iniziativa potrebbe quindi legittimare un ridimensionamento dell’attuale offerta.


8. Perché l’Ente ospedaliero sostiene la riforma della LEOC?
All’EOC sta particolarmente a cuore questa revisione, soprattutto laddove è volta a favorire e consolidare la collaborazione con istituti privati. La modifica non comprometterà il carattere pubblico dell’EOC, ma darà ulteriore slancio all’Ospedale multisito per rafforzarsi, accrescendo la sua attrattività a favore di uno sviluppo moderno e a vantaggio del paziente ticinese. Il referendum lanciato contro questa modifica della legge mira invece a mantenere lo “statu quo” tra pubblico e privato, senza alcuna proposta per migliorare qualità e sicurezza. 


9. Quali sono le differenze tra iniziativa popolare “giù le mani dagli ospedali” e pianificazione ospedaliera?
Premesso che la pianificazione ospedaliera non è tema in votazione il prossimo 5 giugno, l’iniziativa rivendica il mantenimento in termini generali di alcuni reparti ospedalieri e di servizi ambulatoriali negli ospedali senza un’analisi dei reali bisogni della popolazione. La recente pianificazione ospedaliera approvata dal Gran Consiglio assicura invece servizi specialistici in tutti gli ospedali regionali e reparti di degenza anche negli ospedali di valle. Inoltre concentra le specialità creando la massa critica necessaria a garanzia della sicurezza e la qualità delle cure per i pazienti. 


10. Perché l’iniziativa popolare “giù le mani dagli ospedali” è dannosa?
Perché come ho detto è anacronistica e superata dalla pianificazione ospedaliera che assicura più di quanto richiesto dall’iniziativa. Impone di fare tutto in tutti gli ospedali con possibili oneri supplementari a carico del Cantone. Inoltre è contraria al diritto federale perché non rispetta i criteri per l’attribuzione dei mandati che per legge deve fondarsi sull’analisi del fabbisogno. Infine è obsoleta perché non tiene conto dei progressi nella gestione degli ospedali. 


Paolo Beltraminelli
Presidente del Consiglio di Stato 

PPD

PPD Ticino, 5 Viale Portone, Bellinzona, TI, 6500, Switzerland