La pianificazione ospedaliera e il futuro dell’Ospedale di Faido


Il Municipio di Faido, evidentemente preoccupato per le sorti del futuro dell’Ospedale di Regionale di Faido, ha organizzato di recente un incontro con il presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) Paolo Sanvido, il vicepresidente Edy Dell’Ambrogio, il direttore generale Giorgio Pellanda e il direttore dell’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli Sandro Foiada, proprio per poter discutere ed approfondire le proprie conoscenze sugli sviluppi futuri dell’offerta ospedaliera per la regione. L’incontro è stato estremamente interessante e costruttivo, ed in buona sostanza i vertici dell’EOC hanno confermato le interessanti prospettive di sviluppo derivanti dal potenziamento dell’attività di riabilitazione e il mantenimento di servizi di prossimità, in degenza e pronto soccorso, adeguati ai bisogni della Valle. Insieme si è pure affrontato il tema degli oggetti in votazione il prossimo 5 giugno.

La riunione ha permesso ai rappresentanti del Municipio di prendere conoscenza dei lavori già svolti negli anni scorsi in favore del nosocomio leventinese, dopo che la Pianificazione del 2005 aveva puntato proprio sulla riabilitazione acuta a scapito della clinica di Sementina. Faido dispone oggi di un’infrastruttura per la riabilitazione al passo con i tempi. D’altra parte, la nuova Pianificazione ospedaliera, nell’assetto approvato nel dicembre 2015 dal Gran Consiglio, garantisce un’offerta di qualità ed un futuro stabile e durevole al polo socio- sanitario di Faido, confermando nel numero i relativi posti di lavoro qualificati.


Riabilitazione: un settore promettente per Faido
I rappresentanti dell’EOC hanno confermato ai membri del Municipio il mantenimento all’Ospedale di Faido di un’offerta di 10 letti acuti per la medicina di base (inclusa la geriatria) e 45 letti di riabilitazione acuta come previsto dalla Pianificazione e in armonia con i bisogni della regione. Anche per il Pronto Soccorso è stata confermata l’offerta attuale. I rappresentanti dell’EOC hanno pure riaffermato la volontà di sviluppare ulteriormente le attività della medicina riabilitativa. Si tratta di un campo molto promettente per l’ospedale di Faido, vista l’evoluzione della nostra società, che va verso un invecchiamento generale della popolazione, con un relativo crescente bisogno di cure riabilitative. Nelle intenzioni future dell’EOC vi è uno sviluppo duraturo della struttura in questo senso, ciò che mi ha personalmente tranquillizzato, pur consapevole che a lungo termine niente è certo, ma che tutti insieme, autorità cantonali e comunali, popolazione e medici dovremo lavorare nell’interesse del nostro Ospedale.


Il futuro dell’Ospedale di Faido e gli oggetti in votazione il 5 giugno prossimo
Dalla discussione avuta con i vertici dell’EOC abbiamo pure preso atto come i contenuti futuri dell’Ospedale di Faido non sono direttamente dipendenti dalle votazioni cantonali del 5 giugno prossimo, anche se la bocciatura della modifica della legge sull’EOC potrebbe ostacolare la possibilità di sviluppare ulteriormente e consolidare l’importante attività dell’Ospedale di Faido in ambito riabilitativo nel contesto della rete REHA TICINO, la rete di riabilitazione che l’EOC condivide da quasi dieci anni con il Centro di riabilitazione, Clinica Hildebrand di Brissago. Da parte sua, l’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali” rivendica per gli ospedali di valle solo il mantenimento di servizi ambulatoriali e potrebbe quindi persino legittimare prospettive di abbandono dell’attività stazionaria. In ogni caso l’iniziativa, così come è stata impostata, potrebbe addirittura avviare queste strutture verso un inesorabile declino perché nell’impossibilità di adattarsi ai bisogni in costante evoluzione della sanità.


Conclusioni
Evidentemente da parte mia auspico, ma lo stesso auspicio è pure stato confermato dai rappresentanti dell’EOC, che anche in futuro le attuali attività del polo socio-sanitario di Faido possano continuare con ancora maggiore dinamismo, per contribuire alle cure sia dei residenti della Valle Leventina sia dei pazienti provenienti da altre regioni del Cantone ricoverati in questo nosocomio per la riabilitazione. Gli operatori sanitari, che con la loro attività assicurano l’offerta locale di qualità, potranno contare anche in futuro su posti di lavoro interessanti e qualificati sul posto, dove il settore socio sanitario è un datore di lavoro vitale per la Valle. Affinché ciò avvenga, l’EOC dovrà evidentemente mettere a disposizione le necessarie risorse finanziarie e umane! Da parte mia e da parte nostra, come autorità locali, vigileremo affinché ciò avvenga veramente e sia garantito anche per il futuro!

 

Roland David
sindaco del comune della Leventina


 

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