Lottiamo per la sicurezza dei nostri cittadini

Dove sono i problemi? La sicurezza è un bisogno fondamentale dell'essere umano. Sicurezza è sinonimo di qualità di vita. Le persone devono sentirsi nuovamente al sicuro in Svizzera: non devono aver paura di essere rapinate o aggredite. La lotta contro le nuove minacce quali il terrorismo, la criminalità organizzata o la criminalità legata a internet necessitano di sufficiente attenzione presso le forze dell'ordine.

Ma la sicurezza comprende anche la sicurezza sociale e di conseguenza la protezione contro la perdita di mezzi di sussistenza in circostanze sfavorevoli. La Svizzera dispone di una buona rete di assicurazioni sociali. Nonostante ciò quest'ultime sono confrontate a sfide difficili da gestire: le persone vivono più a lungo e di conseguenza si riceve la pensione per un periodo più lungo. I rendimenti sui mercati dei capitali sono minori rispetto a qualche anno fa. I premi dell'assicurazione malattia aumentano ogni anno e rappresentano per molte persone un peso finanziario importante. La politica deve reagire: gli abitanti del nostro Paese devono avere la certezza di essere sostenutiin pensione o in caso di malattia.

Per risolvere questi problemi: collaborazione per la sicurezza della Svizzera e riforme mirate nelle assicurazioni sociali.
 

Vogliamo un esercito forte e flessibile che si prepari contro le nuove forme di minaccia (terrorismo, cybercriminalità) e che si orienti maggiormente verso i bisogni della sicurezza interna. Chiediamo una collaborazione mirata tra esercito e organizzazioni civili d'urgenza (polizia, protezione civile, pompieri, organizzazione di intervento sanitario, organizzazioni di sicurezza private). Siamo a favore di un esercito di milizia e contro un esercito professionista.  Raggruppiamo tutte le istituzioni incaricate della sicurezza della Confederazione in un unico Dipartimento della sicurezza. L'esercito costituisce la base di questo dipartimento. La polizia deve restare di competenza dei Cantoni. Sosteniamo l’accordo di Schengen. Vogliamo utilizzare l'accesso alle banche dati europee, perché importanti per migliorare la sicurezza interna. Le competenze della Confederazione e dei Cantoni devono riorganizzate nella lotta alla cybercriminalità; la sovranità cantonale della polizia deve essere rafforzata nella misura del possibile. L'applicazione della Strategia nazionale di protezione della svizzera contro i rischi di attacchi cibernetici (SNPC) non deve sovvertire un’organizzazione federalista esistente da 150 anni. Con la creazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RIS), fondata recentemente, gli organi di sicurezza interna e estera dovranno d'ora in avanti coordinare meglio la loro azione, soprattutto nel campo dei cyber-rischi.

Con lo scopo di proteggere i bambini dai pedofili in internet, esortiamo la Confederazione e i Cantoni ad agire insieme e in modo coordinato contro ogni forma di pedo-criminalità e di grooming (presa di contatto con un minore via internet con lo scopo di compiere atti sessuali). Noi combattiamo questi crimini con la massima severità. In questo contesto deve essere possibile una investigazione segreta preventiva. Chiediamo un codice di procedura penale efficiente e una diminuzione della durata media delle procedure. Gli autori di violenza devono in tutti i casi rispondere davanti a un giudice. Sosteniamo l'introduzione di procedure accelerate, così come succede nel Canton San Gallo! Chiediamo la sorveglianza degli estremisti violenti. Delle basi legali sono necessarie affinché la polizia o i Servizi d’informazione della Confederazione possano procedere a intercettazioni telefoniche o alla sorveglianza di email a titolo preventivo nel caso di estremismo violento. Vogliamo che un numero di agenti sufficiente si consacri all'ordine pubblico e alla sicurezza. Prima di tutto bisogna aumentare l’effettivo di poliziotti per Cantone e aumentare anche l'effettivo del Corpo delle guardie di Confine. Chiediamo un adattamento all'evoluzione tecnologica e sociale della protezione dei dati. Sosteniamo gli sforzi dell'Europa in favore di un accordo internazionale sulla protezione dei dati.

PPD

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