Basta con il dumping salariale in Ticino!


INIZIATIVA POPOLARE



CONTROPROGETTO



PERCHÉ VOTARE AL CONTROPROGETTO


  1. È CONCRETO, EFFICACE E IMMEDIATAMENTE APPLICABILE
    Il controprogetto costa meno, non crea ulteriore burocrazia come vuole l’iniziativa e combatte realmente il dumping agendo direttamente e velocemente laddove si necessitano potenziamenti.
     
  2. MIGLIORA L’ATTUALE SISTEMA DI SORVEGLIANZA
    DEL MERCATO DEL LAVORO

    Il controprogetto mette l’accento sul sostegno ai vari attori preposti alla sorveglianza del mercato del lavoro, permettendo al Consiglio di Stato e alle Commissioni paritetiche di potenziare gli effettivi in funzione delle reali necessità, senza creare nuove entità o inutili doppioni.
     
  3. COMBATTE IL DUMPING A UN COSTO INFERIORE
    Il controprogetto combatte il dumping con una spesa molto più contenuta rispetto all’iniziativa (10 milioni di franchi in 4 anni rispetto ai 10 milioni di franchi all’anno stimati per l’iniziativa) valorizzando le risorse già presenti per le attività di controllo e la sorveglianza del mercato del lavoro.
     
  4. RAFFORZA IL PARTENARIATO SOCIALE
    Il controprogetto valorizza il partenariato sociale e sostiene la professionalizzazione delle Commissioni paritetiche (composte da sindacati e datori di lavoro), favorendo il numero e la qualità dei controlli negli ambiti di loro competenza, anche assumendo ulteriori ispettori.
     
  5. È COERENTE CON LE NUMEROSE AZIONI GIÀ INTRAPRESE
    DA GOVERNO E PARLAMENTO

    Il controprogetto tiene conto del prezioso lavoro svolto per l’ottimizzazione delle misure d’accompagnamento alla libera circolazione, i potenziamenti degli uffici cantonali e l’inasprimento delle sanzioni previste.
     
  6. È SOSTENUTO DALLA MAGGIORANZA DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI ED ECONOMICHE
    Il controprogetto è una proposta largamente condivisa dalla maggioranza della parte sindacale, padronale, dei lavoratori e della politica (PLR, PPD, Lega, PS, UDC e Verdi liberali) che si ritrova a combattere veramente il dumping, insieme. Anche il Consiglio di Stato sostiene il controprogetto all’unanimità.

PERCHÉ VOTARE NO ALL’INIZIATIVA


  1. UN NUOVO COMPITO STATALE CHE INDEBOLISCE
    IL PARTENARIATO SOCIALE

    L’iniziativa indebolisce l’attuale modello basato sul partenariato sociale. Questo modello, che ha fatto la fortuna del nostro Paese, va invece rafforzato.
     
  2. IL TICINO VANTA GIÀ UN SISTEMA DI CONTROLLO DEL MERCATO DEL LAVORO PERFORMANTE E COLLAUDATO
    L’iniziativa vuole creare uno Stato di polizia invece di valorizzare le risorse a disposizione e intervenire con controlli efficaci, tempestivi e mirati. Già oggi il Ticino è il Cantone con il maggior tasso di controlli sui datori di lavoro nei settori privi di un CCL-OG (24% nel 2015).
     
  3. ESISTONO GIÀ NUMEROSE MISURE CHE OTTIMIZZANO IL SISTEMA DI SORVEGLIANZA DEL MERCATO DEL LAVORO
    Il 24% dei datori di lavoro è già controllato annualmente. Dove ha identificato situazioni di abuso, il Consiglio di Stato ha introdotto 16 contratti normali di lavoro (CNL) con salari minimi vincolanti. Inoltre, il Cantone si sta impegnando a rafforzare le misure di accompagnamento.
     
  4. È L’ENNESIMA STATISTICA CHE NON SERVIRÀ A NULLA
    L’allestimento di una statistica annuale di tutti i contratti di lavoro stipulati in Ticino e dei relativi salari sarebbe un nuovo compito per il Cantone, che ha già a disposizione molti dati specifici relativi al nostro Cantone. Questa statistica sarebbe dunque inutile, inefficace e facilmente aggirabile.
     
  5. CREERÀ UNA MONTAGNA DI CARTA SENZA RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO
    L’iniziativa creerà un apparato burocratico enorme. Infatti, saranno necessarie 96 nuove unità (di cui 75 ispettori), per un onere complessivo di quasi 10 milioni di franchi all’anno. Ciò vanificherebbe oltre il 20% dei risparmi prospettati dalla manovra di risanamento finanziario.
     
  6. METTE IN DIFFICOLTÀ GLI ARTIGIANI E LE PICCOLE
    E MEDIE IMPRESE TICINESI

    L’obbligo di trasmettere tutti i contratti di lavoro genererebbe un onere importante per le aziende portando a un indebolimento delle condizioni quadro, fattore di primaria importanza per salvaguardare i posti di lavoro.

Per l’oggetto in votazione cantonale il prossimo 25 settembre 2016, il PPD Ticino invita a votare: NO all’iniziativa popolare legislativa generica “Basta con il dumping salariale in Ticino!"  al controprogetto del Gran Consiglio.


PPD

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